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- I salami tipici

Come si è detto, l'impasto per la preparazione dei salami preve­de una mescolanza di carne e grasso; alla carne suina può essere aggiunta una certa percentuale di altre carni come ad esempio quelle di bovino, di suino, di equino ecc..
Nonostante le moltissime diversificazioni, possono essere indivi­duati alcuni tipi di salami, per preparare i quali è ormai consoli­data una certa tradizione. I più famosi sono i seguenti: salame di Milano, salame di Felino, salame genovese, muletta piemontese, salame toscano, salame Veneto, salame di Napoli, cacciatore. Di seguito vediamo un elenco di salumi tipici e una loro descrizione.

- La pancetta

La pancetta è uno delle parti grasse del maiale, per la precisione è la porzione ventrale delle mezzerie dalla quale è stato tolto il lar­do. La sua preparazione avviene in questo modo: asportata dalla mezzena, la pancetta è appesa al fresco per una notte, dopo di che viene rifilata e privata della cotenna e del grasso. Subito dopo si procede alla salagione. Difatti viene accuratamente cosparsa di sale grosso e posta per 1-2 giorni in un luogo fresco, distesa su un piano, così che possa perdere i liquidi. Poi viene pulita dal sale utilizzando uno straccio e viene condita con sale, pepe, aglio pestato e altri aromi a seconda della tradizione e dei gusti.

Viene quindi arrotolata, legata, insaccata in un budello e nuo­vamente legata prima di essere posta ad asciugare in cucina per 4-8 giorni e infine appesa a stagionare, possibilmente in una soffitta adatta. In alcune zone come ad esempio in Trentino e in Sud Tirolo, la pancetta non viene privata della cotenna, né arrotolata e insaccata, ma lasciata stesa, condita e quindi fatta stagionare e/o affumicata.

- Lo speck

Lo speck è un prodotto tradizionale del Sud Tirolo, diffuso anche in Trentino e nell'arco alpino, viene ottenuto dalla coscia del suino disossata, moderatamente salata, aromatizzata e affumicata. Il termine "speck" deriva dal tedesco e significa lardo. Nonostante il suo significato originario, lardo non è, poiché, come si è detto, si ricava dalle cosce disossate e rifilate, con distribuzione uniforme tra porzione magra e porzione adiposa.

Una volta disossate e rifilate le cosce, può essere applicata la cosiddetta concia di aromatizzazione data di solito dalle tipiche bacche di ginepro, sale, pepe, aglio, salnitro. Difatti dopo essere stata aperta e disossata, la coscia viene compressa, così da darle la tipica forma appiattita. Eseguito il trattamento con la concia degli aromi, la carne è posta su scivoli di legno che favoriscono la perdita di parte dell'acqua contenuta nella carne. A questo punto il pezzo di carne così ottenuto è pronto per l'affumicatura, che viene ottenuta grazie all'impiego di legni particolari. Dopo di che viene lasciato stagionare per 4-5 mesi, a seconda del peso.

 

 

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